martedì 2 febbraio 2010

Come Marzullo

Questa settimana nella nostra rubrica settimanale diamo spazio a Marco P, un giocatore che si è appassionato strada facendo al Texas Hold'Em e che ha incominciato a giocare prima al poker tradizionale; la sua storia ha una matrice comune a quella di Felice, anche se quest'ultimo ha dimostrato sicuramente maggior passione verso questo gioco. Marco ama il Texas, ma quella sua imprevedibilità lo condiziona un po' nel giudizio, è un rapporto quello con l'Hold'Em, fatto di odio e amore, di alti e bassi.
La passione c'è ed è cresciuta strada facendo, il poker televisivo, quello on-line ed il live sono tutte componenti molto presenti nella sua formazione pokeristica, ma a volte uno stacco dal gioco per lui può risultare anche piacevole. Comunque procediamo con l'intervista....
Marco raccontaci un po', cosa ti piace di questo gioco che sta facendo impazzire il mondo?
Guarda Ciccio, l'aspetto che più mi attira, che poi è lo stesso che a volte mi disturba è l'imprevedibilità del Texas, a volte hai la mano migliore e con qualche sequenza malefica tra turn e river puoi ritrovarti in un attimo nel baratro. Altra cosa che mi piace è il fatto che ognuno quando gioca a Poker si crea un'identità precisa e segue degli schemi che lo portano a diventare un personaggio all'interno delle partite che non necessariamente debba essere uguale a ciò che siamo nella vita di tutti i giorni. Un po' elaborato, ma spero di essermi fatto capire.
Però, che parlantina...Ora una domanda che facciamo ad ogni nostro ospite, la tua mano preferita.
Beh sicuramente la mia mano preferita è K3, il K in generale mi ha sempre dato risultati migliori rispetto ad A. La simpatia per K3 è sorta dopo una vittoria di un piatto importante con quella mano, anche se difficilmente con K3 si portano a casa molti piatti, il kicker in questo gioco è troppo importante. In ogni caso entro sempre nel gioco col mio K3; come Doyle Brunson non rinuncerebbe mai a T2 con cui è diventato campione del mondo
  Hai qualche idolo pokeristico?
Il mio preferito tra gli extraterrestri è sicuramente Gus Hansen, a volte sono riuscito a giocare aggressivo come lui, ma bisogna avere un gran fegato e ottime letture degli avversari; in Italia senza dubbio Luca Pagano, giocatore solido e molto serio.
Un EPT disastroso per te, non sei riuscito a ripeterti, ti sei chiesto il perchè di questa clamorosa debacle?
All'inizio pensavo fosse un po' di sfortuna, ho avuto molti scoppi e mi è mancata la fortuna del torneo Hazzard, poi ho incominciato a dubitare della bontà del mio gioco e ho iniziato a giocare molto male, fortemente condizionato dagli scarsi risultati; ultimamente mi sono un po' ripreso, ma al nostro tavolo è difficile essere sempre competitivi, come dimostra la classifica così corta dell'EPT.  
Qualche giocatore con cui ti diverti di più al tavolo o con cui vai in difficoltà?
Quello con cui mi diverto di più è sicuramente Marco B, quando gioco con lui non sento la tensione e se perdo non  me la prendo mai, non sento nessuna rivalità; gli unici due invece che mi mettono un po' in difficoltà per la loro imprevedibilità sono Claudio e Diego.  
Un ultima domanda, dove trovi la voglia per gestire la parte più burocratica e noiosa dei tornei?(resoconti delle mani, classifiche ecc.)
Sicuramente la passione e l'amicizia che mi lega agli altri giocatori sono due componenti essenziali, dopotutto rendo un servizio a tutto il gruppo, inoltre ritengo che sia piacevole e molto professionale avere un blog che ci tenga costantemente aggiornati sull'andamento delle nostre serate.
Grazie mille, appuntamento alla prossima settimana con Claudio!!!

2 commenti:

Presidente Pellegrino ha detto...

"però che parlantina..." ??

ma mi faccia il piacere!!!

Anonimo ha detto...

Lasciamolo almeno scrivere......altrimenti cosa le resta?